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Incontro del 27/05/2003 tra i Capigruppo del Consiglio regionale del Veneto e i Componenti dell’esecutivo del Coordinamento delle Unioni di Comuni del Veneto. Presenti: Egidio Bergamasco (Coordinatore - Sindaco di Due Carrare - PD), Roberto Andriolo (Vicepresidente Anciveneto – Sindaco di Agugliaro - VI), Lino Casalin (Sindaco di Grancona – VI), Enis Pocchetto (Consigliere Unione “Sette Ville Basso Feltrino - BL), Panegai Bruno (Sindaco di Fossalta di Portogruaro - VE), Achille Variati (Capogruppo “Insieme per il Veneto – La Margherita), Giampietro Marchese (Democratici di Sinistra), Pietrangelo Pettenò (Rifondazione Comunista), Dario Menara (Direttore Anciveneto), Andrea Fabris (segreteria Anciveneto). Giustificati: Iles Braghetto (C.D.U. – P.P.E.), Severino Galante (Comunisti Italiani) Assenti: Renzo Marangon (Forza Italia), Franco Manzato (Liga Veneta – Lega Nord – Padania), Paolo Scaravelli (A.N.), Franco Bozzolin (Centro Cristiano Democratico), Elso Resler (Socialisti Democratici italiani e repubblicani per il Veneto), Gianfranco Bettin (Verdi), Claudia Cadorin (Gruppo Misto). Dopo il saluto e il ringraziamento ai presenti il Coordinatore delle Unioni di Comuni del Veneto Egidio Bergamasco illustra ai capigruppo presenti il ruolo fondamentale delle Unioni in un contesto caratterizzato da forti tagli ai trasferimenti statali verso gli Enti Locali, dall’aumento dei costi di gestione e dal trasferimento di sempre maggiori compiti e funzioni alle Amministrazioni Comunali. In un periodo storico in cui principi come devoluzione e sussidiarietà vengono evocati da tutte le forze politiche e rappresentano l’elemento centrale della recente riforma del Titolo V della Costituzione, l’istituto dell’Unione può contribuire in modo determinante a dare concreta attuazione al processo di decentramento ed autonomia che deve coinvolgere tutti i Comuni italiani. Il Coordinatore Bergamasco illustra ai presenti i motivi che spingono i Comuni ad unirsi per l’esercizio associato di funzioni e servizi: - garantire i servizi anche ai Comuni di minori dimensioni; - migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi attualmente erogati; - ottenere risorse (tramite i trasferimenti) alle quali da soli non potrebbero attingere; - essere in grado di esercitare nuove funzioni amministrative e nuovi compiti; - rendere più snelli ed efficaci i rapporti con la Regione e la Provincia. Bergamasco sottolinea quindi come vi sia la necessità da parte delle Unioni di confrontarsi con gli esponenti politici della Regione Veneto per richiedere una maggiore attenzione e riconoscimento; il Coordinamento porta in primo luogo due istanze molto importanti, la prima è la necessità di risorse (non solamente legate ad un ottica di primo impianto) anche per il funzionamento delle Unioni e la seconda è quella di un ruolo istituzionale maggiore a partire dallo Statuto Regionale, trovando nello stesso momenti significativi di “Riconoscimento, Promozione e Valorizzazione”. Il rappresentante dei Democratici di Sinistra Giampietro Marchese prende la parola spiegando ai presenti che ad oggi la volontà non è quella di apporre delle modifiche allo Statuto, ma quella di far decollare la Commissione che si occuperà di creare il nuovo Statuto della Regione Veneto; in tale Commissione potranno trovare sicuramente posto anche le istanze delle Unioni di Comuni. Il Sig. Andriolo Roberto Vicepresidente Anciveneto pone quindi l’accento sulla volontà da parte dell’Associazione di fare rete con la Regione, le Province e i Comuni per far conoscere le nuove realtà delle Unioni. Per far questo però vi è la necessità di trovare nei Consiglieri Regionali partner attivi. Il Sig. Bruno Panegai, componente dell’esecutivo del Coordinamento delle Unioni ferma l’attenzione dei presenti sulla necessità di attivarsi per mantenere costanti i trasferimenti verso le Unioni che negli anni tendono sempre a diminuire. Nel 2001 l’Anci si è impegnata per avere almeno il 60% dei contributi spettanti. Vi è un problema di riconoscimento della dignità delle Unioni di Comuni data anche dallo scarso ruolo istituzionale delle stesse. Il Sig. Panegai chiede che in sede di assestamento del Bilancio Regionale le risorse finanziarie previste per spese di investimento delle Unioni e non utilizzate, vengano destinate per le spese di funzionamento considerato che nel 2002 è stato ulteriormente diminuito il contributo dello Stato. Il Direttore Anciveneto Dario Menara illustrando la proposta di modifica dello Statuto Regionale avanzata dal CUC sottolinea come l’attuale Statuto regionale sia del 1971 anno in cui le Unioni di Comuni ancora non esistevano. E’ per questo che oggi (anche in previsione di un nuovo Statuto) è importante fare sentire la voce di questi “nuovi” soggetti. Le Unioni chiedono al Consiglio un riconoscimento istituzionale (integrando l’art. 54) e di estendere l’iniziativa legislativa anche ai Consigli delle Unioni. Il Capogruppo Insieme per il Veneto – Margherita Sig. Achille Variati assicura ai rappresentanti del CUC che il suo gruppo continuerà ad impegnarsi per continuare a sostenere le Unioni anche dopo la fase di primo impianto. Sulle questione del riconoscimento istituzionale avanza però dei dubbi dati dai tempi ormai stretti per l’approvazione di un nuovo statuto. Ad ogni modo la Commissione che si occuperà della stesura dello statuto è già stata convocata per il prossimo 29 maggio e in quella sede verranno portate anche le esigenze delle Unioni. Al termine dell’incontro il Coordinatore Bergamasco ribadisce l’importanza di mantenere e rafforzare i rapporti con la Regione, auspicando di poter incontrare al più presto anche i rappresentati della maggioranza. La riunione si chiude alla ore 15:00. Il segretario verbalizzante Andrea Fabris

SFRATTI: ANCI ESPRIME SODDISFAZIONE DOMENICI, ORA SI RICERCHI LA SOLUZIONE DEFINITIVA DEL PROBLEMA L’ANCI accoglie con soddisfazione la proroga degli sfratti nei casi di situazioni di grave disagio sociale, varata oggi dal Consiglio dei Ministri e da tempo richiesta dall’Associazione dei Comuni. In una lettera inviata (il 17 marzo scorso) al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ed al vice Ministro delle Infrastrutture Ugo Martinat, il Presidente dell’ANCI Leonardo Domenici sottolineava infatti che “in una situazione di emergenza costante, siamo ancora costretti a chiedere la proroga degli sfratti, che scade il 30 giugno, per le famiglie in emergenza sociale (portatori di handicap, ultrasessantacinquenni ecc), che comunque non hanno possibilità di accedere al mercato privato della locazione”. Il provvedimento adottato oggi dal Consiglio dei Ministri risponde quindi a questa richiesta dei Comuni italiani, i quali avevano comunque avanzato una serie di richieste per poter affrontare, e risolvere definitivamente il problema della casa. “La difficoltà di moltissime famiglie italiane nel trovare una qualsivoglia soluzione abitativa nella maggior parte delle aree urbane del paese – segnalava allora Domenici - sta aumentando in maniera preoccupante”, mentre “le politiche nazionali di sostegno hanno invece subito ormai una pericolosa battuta d’arresto”. Una valutazione complessiva che permane, nonostante la proroga decisa oggi. Il fondo a sostegno delle locazioni e’ stato infatti decurtato di ben 86 milioni di Euro nel 2002 e di 37 milioni di euro nel 2003, e le limitate risorse a disposizione dei Comuni non permettono di reperire adeguati fondi propri per compensare i tagli nazionali. A tutto cio’, secondo il Presidente dell’ANCI, va anche aggiunto il fatto che “non esistono più programmi organici di Edilizia Residenziale Pubblica, che potrebbero fornire una adeguata risposta alla domanda crescente di abitazione per le famiglie a basso reddito”. E questa situazione, prosegue Domenici, “è aggravata dalla massiccia vendita di patrimonio residenziale degli enti previdenziali, a seguito della quale molte famiglie che non hanno acquistato gli immobili andranno ad allungare le graduatorie comunali”. Davanti ad una simile situazione, sostiene Domenici, la proroga degli sfratti allontana il problema, ma non lo risolve. Auspichiamo quindi che nel corso di questo anno si metta mano seriamente al problema della emergenza abitativa, cercando risposte serie e definitive ai problemi reali di migliaia di famiglie italiane e delle amministrazioni locali. E, su questo, Domenici offre la disponibilità dei Comuni italiani ad un confronto immediato con il Governo. Roma, 6 giugno 2003 Prot. 2064 Sez. 0105

Domenici e Ria al Ministro Mazzella: conseguenze negative sui servizi al territorio Il Presidente dell’Associazione dei Comuni, Leonardo Domenici ed il Presidente dell’Unione delle Province, Lorenzo Ria hanno inviato una lettera al Ministro per la Funzione Pubblica, Luigi Mazzella in cui esprimono le loro forti preoccupazioni per la mancata conclusione della fase contrattuale riservata al comparto Regioni ed Enti locali. “Se infatti alcuni contratti relativi ad importanti settori del pubblico impiego sono stati sottoscritti – affermano Domenici e Ria – il ritardo registrato da quello relativo agli Enti locali sta assumendo dimensioni assai rilevanti, con conseguenze ovviamente negative rispetto al rapporto tra personale e organi di governo ma, soprattutto, rispetto alla funzionalità dei servizi che siamo chiamati ad erogare e gestire sul territorio, a favore della collettività che amministriamo”. “Ci appelliamo a Lei, signor Ministro – proseguono Domenici e Ria – perché si adoperi affinché tale situazione di incertezza e disagio sia al più presto sostituita dall’apertura della fase contrattuale, vista anche l’imminente scadenza del biennio 02/03 (parte economica) nonché della necessità di lavorare sul rinnovo del quadriennio (parte normativa)”. Un’altra questione di grande importanza per i Presidenti di ANCI ed UPI viene richiamata nella stessa lettera: “Ci preme, nel contempo, ribadire la richiesta più volte sottoposta all’attenzione del Governo – concludono infatti Domenici e Ria – di poter escludere lo 0,99% del costo del rinnovo contrattuale dal calcolo delle spese utile ai fini del rispetto del patto di stabilità interno”.

COMUNI: DOMENICI, AVVIARE CONFRONTO CON GOVERNO SU INDENNITA’ AMMINISTRATORI Chiesto al Ministro Pisanu inserimento questione in odg Stato-Citta’ Il Presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani Leonardo Domenici ha chiesto al Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu di inserire all’ordine del giorno della prossima riunione della Conferenza Stato-Citta’ e Autonomie locali l’adeguamento triennale dell’indennita’ di funzione e dei gettoni di presenza per gli amministratori locali. In una lettera inviata al Ministro Pisanu, Domenici sottolinea infatti come il decreto ministeriale n.119 del 4 Aprile 2000, recante le norme per la determinazione dell’indennita’ e dei Gettoni in questione sia ‘’soggetto ad un adeguamento triennale delle misure ivi contenute, come previsto dall’art, 23, comma 10, della legge 265/99’’. Roma, 4 Giugno 2003

CATASTO: ANCI CHIEDE CONFRONTO IN STATO-CITTA’ Domenici scrive a Pisanu per inserimento argomento in prossimo odg Il Presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani Leonardo Domenici ha chiesto al Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu l’inserimento all’ordine del giorno della prossima riunione della Conferenza Stato-Citta’ e Autonomie locali dell’argomento complessivo riguardante il trasferimento delle funzioni catastali ai Comuni. In una lettera inviata al Ministro Pisanu, Domenici sottolinea come il trasferimento in questione – previsto dal Decreto Legislativo 112/98 - rappresenti un ‘’argomento di particolare interesse’’ per i Comuni e chiede quindi, a nome dell’ANCI, ‘’un confronto con il Governo sui contenuti dei Dpcm di trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali ai Comuni per l’esercizio delle funzioni catastali’’. Roma, 4 Giugno 2003

ANCI VENETO

Presidente: Maria Rosa Pavanello
Direttore: Carlo Rapicavoli
Via M. Cesarotti n°17 - 35030 Selvazzano Dentro (PD) 
Tel. 0498979033 - Fax 0498984643
email: anciveneto@anciveneto.org 
pec: anciveneto@pec.it
CF: 80012110245

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