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progetto eden 2019E' stato pubblicato dal Mipaaft il Bando per la candidatura ai premi del progetto Eden selezione 2019 “Wellness Destination in Italy”, cofinanziato dalla Commissione Europea ed incentrato sulle destinazioni di eccellenza legate al turismo del benessere. Il Bando è rivolto ai Comuni che intendono promuovere la loro destinazione di eccellenza nel campo del turismo del benessere.
 
L'obiettivo del progetto EDEN è quello di focalizzare l'attenzione sulla diversità delle destinazioni europee e di valorizzare quelle emergenti in cui si stanno sviluppando nuove iniziative turistiche sostenibili. Ogni paese partecipante sceglie una destinazione vincente e altri quattro candidati finalisti che entreranno a far parte della "rete di destinazione EDEN", finalizzata allo scambio di buone pratiche tra le destinazioni e al marketing di livello internazionale. Le destinazioni che si candidano dovranno offrire esperienze turistiche autentiche che sviluppino un prodotto sociale, culturale e ambientale sostenibile.
 
Il processo di selezione si articola due fasi: nella prima, tra il 1°agosto al 15 settembre, il Dipartimento del Turismo del Mipaaft riceverà le domande dei comuni candidati, che saranno valutate sulla base dei template di candidatura del progetto. Il Comitato Nazionale di Valutazione, presieduto dal Dipartimento del Turismo e costituito da ENIT, ANCI e Coordinamento Regionale per il Turismo, procederà all’esame delle candidature pervenute, sulla base di criteri europei e nazionali, nonché attraverso visite sul territorio. Successivamente il Comitato, selezionerà le destinazioni EDEN (1 vincente e 4 classificate) da segnalare alla Commissione Europea.
 
La modulistica per partecipare al bando e tutte le altre informazioni si possono trovare a questo indirizzo: https://www.turismo.politicheagricole.it/news/eden-al-via-il-progetto-comunitario-2019/

Vicenza12luglioIl 12 luglio a Vicenza Anci Veneto e Coldiretti hanno organizzato assieme un convegno per parlare di tutela del territorio.

Tante le personalità coinvolte: i presidenti regionali delle due associazioni, rispettivamente Maria Rosa Pavanello e Martino Cerantola, il vicepresidente vicario dell'Anci nazionale Roberto Pella, il presidente della Consulta nazionale Piccoli Comuni Massimo Castelli, Raffaele Cavalli dell'Università di Padova, il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin e il parlamentare Ermete Realacci.

Come pure erano tanti e pregnanti i temi trattati: il sostegno al primario e ai prodotti tipici, la valorizzazione turistica, le conseguenze della tempesta Vaja sul Bellunese.

La presidente Pavanello ha esordito sul ruolo delle piccole municipalità, presidi comunitari per il territorio. Come ha precisato in seguito Realacci, bisogna guardare alla dimensione storica e all'idea di futuro, che passano anche per la conservazione della propria identità. Non è un caso, ha aggiunto Cerantola, che tanti prodotti locali vengono valorizzati negli enti locali più piccoli, in Veneto come altrove. Per non parlare della qualità della vita, ha spiegato Castelli perché spesso nel piccolo ci sono quella conoscenza e supporto reciproci che mancano nelle grandi periferie. Un motivo in più perché l'autonomia, di cui tanto si parla, deve partire dalle municipalità. Il corollario è una politica della sostenibilità, da ottenere con l'educazione e la cultura per Padrin. La tempesta Vaja di fine ottobre 2019, analizzata a livello scientifico da Cavalli, rende questi auspici particolarmente urgenti. 

mareinquinatoL’Anci apprezza molto l’utilità di una proposta normativa che agevola il recupero dei rifiuti raccolti in mare con le operazioni di pesca, o durante campagne volontarie di pulizia.

Tuttavia, i costi del sistema vanno ripartiti in modo equo: non con una componente aggiuntiva alla TARI, quanto attraverso meccanismi premiali agli enti virtuosi o contributi ambientali a carico dei produttori. Se da una parte il provvedimento definisce i rifiuti come Rifiuti Accidentalmente Pescati (Rap) e Rifiuti Volontariamente Raccolti (Rvr), dall'altra prevede di coprire i loro costi di gestione al materiale portuale con un'addizionale della Tari. Il che avrebbe due ricadute negative. Una perché si va oltre la stessa Direttiva europea, che non prevedeva aumenti della tassazione locale ma sistemi di finanziamenti alternativi. L'altra perché creerebbe problemi di equità fiscale, perché chi abita nelle zone più interne di una municipalità marittima si ritroverebbe a pagare in più per un servizio non erogato.

Meglio piuttosto fare una stima dei costi del conferimento di Rap e Rvr. E' importante capire, inoltre, che investimenti fare sugli impianti. 

dipendenticomunali84mila dipendenti comunali sono andati in pensione dal 2007 al 2017. Altri se ne potrebbero aggiungere prossimamente per la riforma "Quota 100", soprattutto a livello dirigenziale. Per non parlare dei segretari comunali, la cui disponibilità effettiva è decisamente sottodimensionata rispetto alle esigenze delle amministrazioni. 

Il personale resta perciò una delle note più dolenti. La scure del risparmio statale si è abbattuta molto di frequente su questa voce, spesso senza distinguere tra virtuosi e non. 

Se da una parte l'Anci ha ottenuto garanzie dal Governo per il turn over dei dipendenti comunali, dall'altra l'effettiva sostituzione di chi va in pensione risulta molto difficoltosa. Spariscono le graduatorie e l'obbligo dei concorsi allunga di molto i tempi di possibili assunzioni. Per non parlare delle sempre maggiori competenze richieste, visto il quadro normativo che aumenta di complessità. Lo ha detto chiaramente la presidente di Anci Veneto Maria Rosa Pavanello: "Quota 100 ha un impatto pesantissimo sui Comuni veneti. Se poi vogliamo sostituire un dipendente ormai necessariamente inquadrato solo con un tempo indeterminato servono almeno sei mesi".

Si aggiunge il problema della scarsità dei segretari comunali, in particolare nei piccoli Comuni: secondo una recente analisi, ne risentono almeno 1400 di queste municipalità in tutta Italia. Questo, perché a monte mancano le iscrizioni nel rispettivo albo professionale. Le proposte fatte dall'Anci Veneto e dall'Anci nazionale, assieme all'Unione delle Province Upi, sono due. Una è di superare la forma del corso-concorso come unico reclutamento. L'altra è di istituire figure simili che facciano da reggenti all'interno delle municipalità stesse.

protocollo legalità“La firma di questo protocollo avviene a poche ore da un episodio gravissimo: l’arrivo di un proiettile a Rosanna Conte, consigliere comunale a Caorle ed eurodeputata. È la conferma che le infiltrazioni mafiose sono presenti anche nei nostri territori ed agiscono sotto traccia, ma purtroppo più che mai attente ed attratte dal ricco Veneto".

Così la presidente di Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello, ha commentato la firma del protocollo della legalità iil 30 luglio a Venezia, a Palazzo Balbi. La sottoscrizione è avvenuta alla presenza del presidente Luca Zaia e delle parti sociali.

Il protocollo serve a proteggere il settore dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Fornisce, in aggiunta, misure di contrasto alla corruzione.

"Mi auguro che, da un lato, sia uno strumento efficace. Dall’altro, che mandi un segnale a chi vuole penetrare nel nostro sistema economico e negli enti locali: non c’è spazio per la criminalità e per le mafie in Veneto. Le istituzioni e le parti sociali sono in prima fila per far fronte a questo fenomeno preoccupante e da cui non siamo immuni. Purtroppo i fatti recenti da Eraclea a Jesolo lo hanno accertato”.

Certo, Il contrasto oggi è ancora più complicato e complesso perché il modus operandi non è esclusivamente improntanto alla violenza, ma come la definisce la Dia quello della sommersione ovvero il tentativo di infiltrarsi negli appalti, negli affari, nelle operazione finanziarie. In una regione come la nostra, in cui le tante amministrazioni virtuose hanno risorse da investire, i tentacoli delle organizzazioni criminali si allungano facilmente. Per questo dobbiamo mettere in campo tutti i mezzi necessari. Occorre, innanzitutto, fare squadra. La legalità resta un valore intoccabile per i nostri territori e le nostre comunità”.

Nello specifico, all’interno del protocollo d’intesa, Anci Veneto e l’Upi Veneto si propongono di promuovere:
- incontri tra gli Enti Locali ed altri soggetti istituzionali che operano nel territorio per favorire il loro coinvolgimento, eventualmente previa stipula di Convenzioni e/o Protocolli d’Intesa, in iniziative volte alla promozione della legalità nonché in azioni condivise di vigilanza, secondo le loro specifiche competenze, per prevenire e contrastare il fenomeno delle infiltrazioni criminali nel tessuto sociale e produttivo del territorio regionale;
- convegni, seminari, corsi di formazione multidisciplinari per gli amministratori e il personale degli Enti Locali sul tema della cultura della legalità e, in particolare, sulla prevenzione e contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nelle attività svolte dall’amministrazione pubblica.

L'importante è che lo stesso protocollo sia un punto di partenza e non di arrivo, precisa Pavanello. "Tutela i sindaci e le amministrazioni, come pure salvaguarda le aziende locali che lavorano onestamente. La nostra Anci continuerà a lavorare a fianco della Regione, per assicurare la piena collaborazione in materia di appalti, nonché alla cabina di regia, per offrire supporto”. 

ANCI VENETO

Presidente: Maria Rosa Pavanello
Direttore: Carlo Rapicavoli
Via M. Cesarotti n°17 - 35030 Selvazzano Dentro (PD) 
Tel. 0498979033 - Fax 0498984643
email: anciveneto@anciveneto.org 
pec: anciveneto@pec.it
CF: 80012110245
 

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