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Amministrazione Trasparente

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Padova, 21 dic 2016 - I revisori dei conti impiegano tempi troppo lunghi nella resa del parere, secondo i Comuni. Questo è il dato principale che emerge dall’indagine realizzata da Anci Veneto in collaborazione con ANCREL Veneto, l’associazione nazionale dei certificatori e revisori degli enti. La lentezza, ad esempio nella risposta da parte dei professionisti su bilancio preventivo e rendiconto, comporta anche ritardi nell’autorizzazione delle voci di spesa relative ai servizi per i cittadini. Entrambe le associazioni ritengono necessario, quindi, elaborare delle modalità d’azione e interazione che possano ottimizzare la relazione tra gli enti e questi professionisti.
 
Le cause dei problemi emersi durante l’indagine, possono essere sintetizzati principalmente in due aspetti: una sempre maggiore complessità della nuova contabilità; la nuova modalità di nomina dei revisori dei conti e assegnazione agli enti tramite sorteggio, introdotta dalla legge n° 148 del 14 settembre 2011.
 
«Il ruolo del revisore dei conti è indispensabile e prezioso per un ente locale perché la sua azione di verifica dell’operato della ragioneria comunale, è garanzia per questo stesso ufficio – dichiara Angelo Tosoni, vicepresidente di Anci Veneto -. È importante, quindi, ottimizzare la relazione tra enti e revisori. In merito ad esempio, al metodo di nomina dei revisori, potrebbe essere utile introdurre un nuovo criterio di sorteggio, meno radicale dell’attuale, mantenendo comunque la garanzia di trasparenza per cui è stato introdotto. Si potrebbe pensare ad un sorteggio maggiormente localizzato, diviso ad esempio per province, che quindi manterrebbe la casualità, limitando però le difficoltà di spostamento dei revisori. Un’altra proposta potrebbe essere quella di sorteggiare più di un revisore per ogni ente locale, dando la possibilità all’amministrazione di nominare tra i sorteggiati il revisore».
 
L’attuale metodo di nomina, infatti, comporta alcune difficoltà, come la distanza fisica del professionista dal comune o l’assegnazione a revisori che non hanno l’adeguata esperienza per trattare il caso a comuni tipicamente complessi dal punto di vista della gestione economico-contabile. Inoltre, è possibile che alcuni revisori non vengano mai sorteggiati.  
 
«Ritengo necessario un cambio di livello culturale –dichiara Massimo Venturato, presidente di ANCREL Veneto, candidato per il Veneto alle elezioni del 9 gennaio prossimo per il rinnovo del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili-. Per garantire amministrazioni trasparenti ci vogliono controlli da parte di revisori preparati, ma che siano pagati adeguatamente. I revisori degli enti locali non sono politici, sono dei professionisti che operano per il pubblico interesse. Non sono più solo dei revisori dei conti, ma sono revisori a tutto tondo di tutti gli atti amministrativi che riguardano impieghi di risorse pubbliche. Dopo i fatti di Roma e Milano – prosegue il presidente Venturato - si deve rafforzare ulteriormente il fronte del controllo degli enti locali e delle società partecipate dagli stessi e per farlo bisogna impiegare nuove risorse. Spetta al governo impegnare più risorse per i revisori e per la Corte dei Conti, entrambi ultimo baluardo della legalità negli enti locali in questo momento di deriva. Per migliorare i rapporti tra amministratori e revisori è necessaria una revisione del Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali. Il D.Lgs. 267/2000 ha ormai 16 anni e vanno ridefinite le funzioni del revisore dopo l’introduzione della nuova contabilità prevista dal D.Lgs. 118 del 2011 ed  entrata in vigore per tutti gli enti già a partire dallo scorso anno e dopo le continue modifiche normative che hanno introdotto via via sempre più adempimenti a carico dei revisori. E’ necessario, insomma, una rivisitazione completa delle norme con previsione di tempi certi sia da parte degli enti sia da parte dei revisori».
 
NOTA: Il questionario è stato elaborato su un campione statistico che ha raggiunto il 14,4 % per le amministrazioni comunali (83 su 576 risposte dai Comuni) e il 12,1% per i revisori (70 su 576 risposte dai revisori).
 

La Sezione Autonomie della Corte dei Conti con deliberazione n. 35/2016, depositata il 12 dicembre, ha chiarito le modalità di applicazione dell’art. 1, comma 136, della Legge 56/2014.

            Vengono fissati i seguenti principi:

a. la locuzione “legislazione vigente” contenuta nel comma 136 è da intendere riferita alle disposizioni del d.l. n. 138/2011 che fissano il numero degli amministratori, ancorché non materialmente applicate;

b. il principio di invarianza di spesa di cui all’art. 1, comma 136, della legge n. 56/2014, riguarda soltanto gli oneri connessi all’espletamento delle attività relative allo status di amministratore locale (tra cui i gettoni di presenza dei consiglieri degli enti locali) che vanno determinati secondo il criterio della spesa storica;

c. non sono oggetto di rideterminazione gli oneri relativi ai permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi di cui agli articoli 80 e 86 del TUEL, il cui computo è escluso dalla stessa norma;

d. non è oggetto di rideterminazione l’indennità di funzione relativa all’esercizio dello status di amministratore, che spetta nella misura prevista dalla tabella A del DM 119/2000, con la riduzione di cui all’art. 1, comma 54, della L. n. 266 del 2005 (10%).

Selvazzano Dentro, 13 dicembre – Anci Veneto chiede che il Consiglio Regionale accolga la proposta di modifica dell’art. 50 del disegno di legge regionale di stabilità 2017 in materia di attività di cava, presentata dall’associazione dei Comuni del Veneto in sede di Conferenza Permanente Regionale – Autonomie Locali. In particolare, chiede la soppressione del comma 6 nella parte in cui prevede che i progetti di ampliamento di cave possono essere approvati in deroga alle disposizioni attualmente in vigore.
 
Anci Veneto, quindi, chiede che vengano mantenute le disposizioni attuali che prevedono: il parere vincolante della Commissione Tecnica Provinciale per le attività di cava, all’interno della quale è rappresentato il Comune; il divieto di concedere ampliamenti delle cave in essere per quantitativi superiori del 30% in più in volume rispetto a quanto già autorizzato della Regione; il divieto di utilizzo di più del 3% del territorio agricolo comunale, indipendentemente dalle eventuali ricomposizioni ed estinzioni di cave già autorizzate.
 
“Consideriamo non motivate le deroghe ai principi generali perché consentirebbero un ulteriore sfruttamento di quei territori già oggetto di rilevanti attività estrattive, privando gli Enti Locali della possibilità di esprimere un parere obbligatorio e vincolante sull’autorizzazione di ampliamenti di attività che impattano fortemente sull’ambiente. Ci auguriamo, quindi, che la Regione accolga la nostra richiesta” dichiara Maria Rosa Pavanello, presidente di Anci Veneto. 

Padova, 9 dicembre - «I Comuni hanno la necessità di capire meglio la questione delle iscrizioni all’anagrafe di coloro che sono in transito nel nostro territorio, come gestirla, quali effetti implica, cosa accade nel caso di espulsione – dichiara Angelo Tosoni, vicepresidente di Anci Veneto, intervenendo in merito al caso del Comune di Oderzo -. Centrale è verificare se l’iscrizione all’anagrafe comporti una presa in incarico di queste persone da parte delle amministrazioni con relativo impegno di risorse economiche per la loro gestione, ad esempio, per quanto riguarda i servizi sociali. È comprensibile, quindi, lo stato di preoccupazione dei tanti primi cittadini, come il sindaco di Oderzo, soprattutto quelli che ospitano un’ingente quota di richiedenti asilo. Nel caso del mio Comune, Valeggio sul Mincio, ad esempio, 15 dei 21 migranti ospitati hanno fatto richiesta di residenza e uno di questi ha 9 figli –prosegue Tosoni-. Come Anci, quindi, siamo impegnati nel richiedere chiarimenti e rassicurazioni per consentire di affrontare questo adempimento nel modo più efficace sia per le amministrazioni ospitanti sia per gli ospitati, nel rispetto della legge e dei diritti di tutti».

ANCI VENETO

Presidente: Maria Rosa Pavanello
Direttore: Carlo Rapicavoli
Via M. Cesarotti n°17 - 35030 Selvazzano Dentro (PD) 
Tel. 0498979033 - Fax 0498984643
email: anciveneto@anciveneto.org 
pec: anciveneto@pec.it
CF: 80012110245

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