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Selvazzano Dentro, 3 novembre - L’Ordine dei Geologi della Regione Veneto (OGRV) e Anci Veneto hanno firmato oggi un protocollo di collaborazione per diffondere e consolidare all'interno delle amministrazioni comunali del Veneto la cultura geologica, la conoscenza e tutela del territorio e della popolazione e la consapevolezza dei rischi naturali per garantire un'adeguata prevenzione e mitigazione degli effetti dei fenomeni  naturali e non sul territorio.
 
Anci Veneto e OGRV riconoscono che i sindaci, in qualità di responsabili della sicurezza del territorio e dei cittadini, per poter svolgere al meglio le loro funzioni, necessitano di competenze e professionalità a supporto delle decisioni in tema di scelte urbanistiche, edilizie, ambientali, energetiche e nelle corrispondenti decisioni di governo, non sempre facilmente riscontrabili all'interno delle amministrazioni.
 
Il Protocollo di Collaborazione siglato contempla tra gli obiettivi:
·       l'incentivazione della figura del geologo nella Pubblica Amministrazione
·       la costituzione di presidi territoriali costituiti da professionisti che possano affiancarla in situazioni di emergenza o di attente scelte di prevenzione soprattutto in ambito sismico e idrogeologico
·       la formazione dei tecnici e funzionari comunali che per primi sono chiamati a valutare gli elaborati progettuali nei procedimenti di pianificazione territoriale e di interventi urbanistici ed edilizi e di trasformazione e uso del territorio, con particolare riferimento alle indagini  sulla compatibilità sismica e sulle criticità idrogeologiche.
Divulgare in modo capillare la cultura della prevenzione in ambito geologico e di protezione civile significa avere la consapevolezza dei rischi del proprio territorio e la conoscenza delle modalità di comportamento in caso di calamità, coinvolgendo la scuola, le associazioni di categoria, il volontariato e la cittadinanza tutta.
 

Padova, 1 novembre – “Tina Anselmi è stata e continuerà ad essere un esempio per tutte le donne che desiderano partecipare alla vita pubblica del nostro Paese. È stata la prima donna ministro. A lei dobbiamo essere grate per il ruolo di primo piano che ha avuto nelle pari opportunità – dichiarano Maria Rosa Pavanello ed Elisa Venturini, rispettivamente presidente e vicepresidente di Anci Veneto -. Era una donna del nostro Veneto, antifascista e partigiana: una vita spesa per la libertà. Come donna ho sempre tratto dalla sua storia di impegno civile e politico un modello da cui trarre ispirazione. Come sindaco e presidente di Anci Veneto esprimo il più sentito cordoglio per la sua scomparsa”.

Selvazzano Dentro, 28 ottobre – Da oggi i sindaci avranno la loro guida di Protezione Civile, realizzata da Anci Veneto, per affrontare in modo sempre più efficiente le emergenze e il soccorso alle popolazioni colpite. A pochi giorni dall’anniversario dell’alluvione, che ha colpito duramente la nostra regione l’1 novembre 2010, Anci regionale presenta questo strumento, pensato specificatamente per il territorio veneto e che nasce anche dall’esperienza personale vissuta dai sindaci stessi. Il vademecum, frutto di un anno di attività di redazione, sarà a disposizione di tutti i 576 Comuni del Veneto. Si tratta della prima pubblicazione della nuova dirigenza Anci Sa e Anci Veneto e sono state realizzate in totale 1000 copie.
Il documento non sostituisce il Piano Comunale di Protezione Civile, ma lo affianca per consentire un più rapido approccio alla gestione dell’evento e un più facile accesso alle informazioni contenute nel piano stesso.

La guida, a cura di Renato Ceccato, è organizzata in schede che riguardano i principali casi di emergenza: allagamenti, dissesto idrogeologico e frane, valanghe, eventi metereologici estremi, neve e gelo, terremoto, incidente industriale e incendio, inquinamento acque superficiali, ricerca persona scomparsa o dispersa, eventi a rilevante impatto locale, evacuazione della popolazione. Ogni scheda indica le azioni che il sindaco e la sua struttura devono svolgere e i comportamenti da far tenere alla popolazione per garantire e agevolare le operazioni di salvaguardia e soccorso. Nel volume sono inseriti anche gli schemi di ordinanze e atti, utili nel caso in cui, al momento della necessità, non sia disponibile lo specifico personale amministrativo. Inoltre, è riportata l’indicazione alla principale normativa di protezione civile.

«Nella nostra regione si verificano sempre più spesso casi di emergenza di diversa natura che devono essere gestiti in modo immediato ed efficiente - dichiara Elisa Venturini, vicepresidente di Anci Veneto - Abbiamo deciso, quindi, di realizzare il vademecum con l’obiettivo di donare a tutti i sindaci uno strumento utile, oltre che nella fase di emergenza, anche per la stesura o revisione del Piano Comunale di Protezione Civile e per una doverosa ed essenziale attività di informazione preventiva alla popolazione».

«L’attuale legge n°100 del 2012 sulla Protezione Civile ribadisce che il sindaco ha un ruolo primario e non delegabile di Autorità Locale di Protezione Civile nel proprio Comune, assumendosi in prima persona responsabilità civile e penali – afferma Renato Ceccato, docente per la formazione del volontariato di Protezione Civile e Componente del Comitato Scientifico Anci Veneto per la tematica Protezione Civile e Ambiente -. In caso di calamità deve assumere la direzione dei servizi di emergenza sul territorio, il coordinamento dei soccorsi e del primo intervento. È fondamentale, quindi, che i primi cittadini e i tecnici comunali possiedano le competenze per intervenire concretamente sul territorio».

Selvazzano Dentro (Pd), 17 ottobre

«La legge di stabilità varata dal governo va nella direzione giusta perché orientata a sbloccare gli investimenti pubblici e riconosce, in particolare, gli sforzi compiuti dai comuni con i conti più virtuosi, quali quelli veneti sono per la maggior parte. L’auspicio è che le linee guida assunte dal provvedimento del governo non vengano cambiate dall’iter parlamentare, ma per il momento dobbiamo registrare un netto in passo avanti su alcune delle istanze sostenute alla vigilia dell’assemblea di Bari da Anci Veneto», lo sostiene Maria Rosa Pavanello, presidente di Anci Veneto, commentando i contenuti della manovra approvata dal Consiglio dei ministri.

«I comuni – continua la presidente Pavanello – tornerebbero a respirare con lo sblocco del fondo pluriennale vincolato e degli avanzi di bilancio. In pratica, la manovra permetterà di conteggiare tra le entrate utili a raggiungere il pareggio di bilancio anche una parte del fondo pluriennale vincolato, accantonato in precedenza per le spese per gli investimenti. Questo meccanismo, unito all’impegno a finanziare negli anni tutti i progetti di rigenerazione delle periferie, potrebbe portare allo sblocco di molti piccoli cantieri attesi in regione, come gli interventi su infrastrutture locali, scuole ed edifici pubblici».

«Sul fronte delle unioni fra Comuni, registriamo con favore l’impegno del presidente del Consiglio a rimuovere il principio di obbligatorietà, ma non possiamo fare a meno di evidenziare come la questione più urgente sia la mancanza di flessibilità sulla gestione del personale. Da un lato i Comuni sono chiamati a garantire funzioni sempre più complesse e a coprire bacini più ampi, ma dall’altro si ritrovano le mani legate sulla possibilità di assumere o di premiare il lavoro dei dipendenti comunali. Se realmente il premier Matteo Renzi ritiene che i comuni siano la struttura portante dello Stato, mantenga l’apertura su una maggiore flessibilità sul tema “unioni” annunciata a tutta la platea di sindaci presente a Bari», conclude la Presidente Pavanello.

“Il nodo è la gestione del personale: più efficace iniziare con una condivisione  di poche funzioni comunali”

Bari, 13 ottobre

«Le unioni spontanee fra Comuni vanno a rilento perché ci sono troppi limiti e vincoli.  Lo Stato dovrebbe concederci più flessibilità, ma sarebbe forse più efficace, in una fase iniziale, sostenere un processo più graduale in cui ad essere condivise siano solo alcune delle funzioni fondamentali, come scuola e trasporti», lo ha sostenuto Maria Rosa Pavanello, presidente Anci Veneto e vicepresidente di Anci nazionale, all’assemblea dell’Anci in svolgimento a Bari, intervenendo a un convegno dedicato al tema del rinnovamento istituzionale.

«Trasferire funzioni e servizi all’Ente Unione – continua la presidente Pavanello – determina un grande lavoro per uniformare diversi modelli gestionali preesistenti  e un impegno maggiore dei dipendenti che vanno sostenuti nel cambiamento. Un grande impegno soprattutto quando l’unione non è obbligatoria, perché i sindaci sono tenuti ad assicurare, riorganizzandosi però su una scala più ampia, che tutti i cittadini ricevano servizi della medesima qualità. Chiediamo, inoltre, che non siano i criteri demografici a orientare le unioni, ma che siano i bacini omogenei per ragioni storiche, morfologiche ed economiche, ad avviare questo primo processo di condivisione di funzioni fondamentali, che potrebbero essere non più di tre inizialmente».

«Uno dei nodi più importanti nei processi di unione intercomunale è quello legato al personale. I dipendenti comunali vengono “ceduti” per alcune ore alle Unioni, ma con il pesante vincolo di dover rispettare i tetti di spesa del Comune, senza la possibilità di poter prevedere indennità o premi. Per semplificare si tolgono ore al Comune per darle alle Unioni. Quale motivazione può muovere un dipendente?»

«Proprio ieri il neo presidente dell’Anci Antonio Decaro ha sottolineato che è fondamentale dare più strumenti agli amministratori per coordinare e premiare il personale dell’ente: dobbiamo motivarlo. Il comuni sono aziende anche di grandi dimensioni – sostiene infine la presidente Pavanello -. In questa direzione anche le parole di oggi della ministra Marianna Madia che si è presa l’impegno di trattare nel governo anche questa tematica, quella di dare più strumenti, nuovi e importanti, ai sindaci per la gestione dei loro territori e di dare norme chiare e precise sulla riforma del personale pubblico».

ANCI VENETO

Presidente: Maria Rosa Pavanello
Direttore: Carlo Rapicavoli
Via M. Cesarotti n°17 - 35030 Selvazzano Dentro (PD) 
Tel. 0498979033 - Fax 0498984643
email: anciveneto@anciveneto.org 
pec: anciveneto@pec.it
CF: 80012110245

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